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01.04.2026

Uova, cresce la domanda: più import

Il mercato delle uova in Svizzera attraversa una fase di espansione che racconta molto più di una semplice abitudine alimentare: parla di cambiamenti nei consumi, di nuove sensibilità nutrizionali e di una filiera sotto pressione.

A fronte di una domanda in costante crescita, la produzione indigena aumenta senza però riuscire a colmare il divario.

In questo contesto, il Consiglio federale è intervenuto il 1° aprile 2026, aumentando di 15'000 tonnellate il contingente doganale per le uova di consumo, portandolo a quota 36'000 tonnellate, con un balzo del 71%.

Dal 1° maggio fino alla fine dell'anno sarà dunque possibile importare quantitativi supplementari a dazio ridotto, pari a circa 240 milioni di uova.

Una misura che, più che straordinaria, si conferma ormai strutturale per garantire la continuità dell'approvvigionamento interno, soprattutto nei mesi di maggiore richiesta, come il periodo prenatalizio.

Il contingente sarà distribuito in due tranche: 9'750 tonnellate disponibili da maggio e 5'250 da settembre, secondo il principio del "chi prima arriva, prima è servito".

Dietro questi numeri emerge un fenomeno interessante: il ritorno dell'uovo come protagonista della tavola contemporanea.

Nel 2025 il consumo pro capite ha raggiunto le 209 unità annue, superando per la prima volta la soglia simbolica delle 200 uova.

Un incremento che racconta una rinnovata attenzione verso alimenti semplici, versatili e ad alto valore proteico.

Anche la produzione svizzera segue questa tendenza, con una crescita del 7% nel 2025 che ha portato il totale a 1,2 miliardi di uova.

Tuttavia, nonostante gli sforzi degli allevatori, il divario resta significativo: il fabbisogno complessivo ha raggiunto circa 1,9 miliardi di unità.

Il settore si muove quindi in un equilibrio delicato tra valorizzazione del prodotto locale e necessità di apertura ai mercati esteri, che riflette l'evoluzione del gusto e delle abitudini alimentari del Paese.

Articolo a cura della Redazione.

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